Quando hai guardato in basso hai deciso di darmi occhi grandi per vedere meglio, ed un piccolo cuore di latta che sapesse portare con dignità le ammaccature del tempo.
Fu una scelta saggia, e non poteva essere altrimenti.
Ora, a distanza di anni, quel cuore pare una piccola opera d'arte, e nessuno riesce a capire se quelle botte sono i segni del tempo oppure facevano parte del progetto originario.
E comunque, non ha molta importanza.
Hai guardato in basso, ed hai fatto di me un ottimo osservatore.
E mi hai dato una penna decorata con una splendida piuma d'oca, ed un taccuino dove avrei potuto segnare tutto ciò che intorno a me vedevo.
Ho scritto migliaia di pagine, con cura e attenzione, e le ho rilette mille ed una volta ciascuna.
Ho imparato molto, ho compreso l'assurdità dei sentimenti umani.
Ed ho voluto sperimentarli anche io, alla fine.
Ho posato il mio taccuino, sono sceso per strada.
Ma questo tu non l'avevi previsto, e distratto come eri da faccende molto più importanti, ti sei dimenticato di spiegarmi come si cammina, in queste strade.
Allora ho ripreso in mano i miei appunti, ma non vi ho trovato aiuto.
E nel frattempo ero caduto, mi ero intromesso in quelle storie che avrei dovuto solo osservare, solo descrivere.
Ora torno di sopra, e cerco di ricordare dove ho messo quella splendida penna.
Il cuore di latta ha collezionato un'altra ammaccatura, più bello che mai.